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Sos battor moros

Sos battor moros by Gustavo Adrián Salvini

La Bandiera dei quattro mori (Sos battor moros in sardo logudorese, Is cuattru morus in sardo campidanese, Li quattru mori in sassarese e gallurese, Els quatre moros in catalano, I quatru mori in tabarchino) è la bandiera ufficiale della Regione Autonoma della Sardegna.

Campo bianco crociato di rosso con in ciascun quarto una testa di moro bendata sulla fronte rivolta in direzione opposta all'inferitura. Legge Regionale 15 aprile 1999, n. 10; Art. 1
Croce di Alcoraz, 1536
Croce di Alcoraz, 1536

Di origine medievale, è composta dalla Croce di San Giorgio e da quattro teste di moro bendate, rappresentanti i 4 re saraceni sconfitti dagli aragonesi durante la battaglia di Alcoraz avvenuta in Spagna.

È storicamente legata alla bandiera dell’Aragona e alla bandiera Testa Mora, della vicina isola della Corsica.

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Significato

Secondo alcuni, la bandiera deriverebbe dalla vittoria di Alcoraz del 1096, sarebbe legata alla Corona d’Aragona, e rappresenterebbe la Reconquista spagnola contro i Mori che occupavano buona parte della penisola Iberica, infatti è composta dalla croce di San Giorgio, simbolo pure dei crociati che combattevano gli stessi mori in Terra Santa, e le quattro teste mozzate rappresentavano quattro importanti vittorie conseguite dagli aragonesi in Spagna, rispettivamente la riconquista di Saragozza, Valencia, Murcia e le Baleari.

Secondo altri (Mario Valdes y Cocom) i mori rappresenterebbero il Santo egiziano Maurizio, martirizzato sotto Diocleziano, e rappresentato in questa maniera, ossia la testa di moro bendata, in innumerevoli stemmi di area franco-germanica. Anche San Vittore di Marsiglia, appartenente alla medesima Legione Tebana comandata da Maurizio e scampato alla decimazione, è rappresentato da un moro con benda sulla fronte[5] e la comune tradizione che lega le storie dei due santi fa pensare che il simbolo sia stato concepito tra l’Abbazia di San Maurizio d’Agauno, nel canton Vallese (Svizzera), e l’abbazia di San Vittore di Marsiglia, sorte ambedue nei luoghi del martirio dei due santi.

Tra il 1112 e il 1166 la Contea di Provenza fu sotto il diretto controllo dei re aragonesi e, fino al 1245 retto da discendenti della medesima dinastia. Occorre peraltro sottolineare che l’abbazia di San Vittore di Marsiglia ebbe, dal XI secolo fino al XIII, estese proprietà e influenza politica in Sardegna, in special modo nel Giudicato di Cagliari.

I 4 mori divennero comunque, fin dalla sua fondazione, il simbolo del Regnum Sardiniae et Corsicae, con la bandiera corsa risalente alla stessa epoca, e divenne col tempo la bandiera dell’isola e della sua popolazione. In ogni caso, il significato dei simboli che esso contiene, due santi guerrieri o teste di moro mozzate, ne fa un emblema della cristianità combattente, “crociato” nel senso lato del termine, originatosi in un’epoca storica di aspri conflitti tra Islam e cristianità, in cui la Sardegna fu pienamente coinvolta.

Nel 1921 venne fondato il Partito Sardo d’Azione, che ripresero i quattro mori come proprio simbolo. È ipotizzabile che essa fosse stata storicamente interpretata come l’icona dei quattro giudicati, come sostenuto da, Antonio Era, professore dell’Università di Sassari e consigliere regionale, che il 19 giugno del 1950 nelle discussioni del consiglio regionale antecedenti le votazioni che decreteranno i quattro mori bandiera ufficiale della regione Sardegna, criticò il vessillo affermando:

Badate che l'emblema dei Quattro Mori non rappresenta, come si dice, i quattro Giudicati in cui la Sardegna era divisa otto-novecento anni fa, quand'era libera e indipendente: si tratta di un errore di interpretazione storica, e dunque non è né ovvio né obbligatorio scegliere proprio questo stemma. Che è, sì, uno stemma popolare e consacra la tradizione plurisecolare della Sardegna, come detto nell'ordine del giorno, ma non è quello stemma sardissimo come si è soliti immaginare. Antonio Era, discorso al consiglio regionale, 1950

Questo discorso denunciò il fatto che la bandiera non fosse di origini sarde, ma è anche prova documentaria del sentimento popolare che leggeva in essa la storia giudicale. Del resto le vicende giudicali si svilupparono prevalentemente dopo la vittoria delle repubbliche marinare sui mori saraceni, che permise lo sviluppo dei quattro giudicati, veniva per coincidenza perfettamente espressa dai quattro mori.

Scritto da Gustavo Adrián Salvini

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